sabato 13 marzo 2021

La memoria dei nonni, racconti a cura di Marinella Fiume, Algra Editore. IL covid è stato e continua ad essere un grande macigno per tutti gli abitanti del nostro pianeta: anche di quelli che consapevolmente o inconsapevolmente si ritengono negazionisti. C’è da dire, però, che da un anno, la staticità di certi momenti, oltre ad avvilirci, ha anche portato positive riflessioni sull’esistenza umana e sul valore di ogni singola persona sulla terra. Marinella Fiume, forte di queste motivazioni ha voluto, con un libro scritto a tante mani, far rivivere le storie dei nonni, quei nonni che nella prima fase di questa pandemia sono stati martoriati e decimati senza pietà da questo virus. Questa raccolta è, quindi, un omaggio ai nostri progenitori, anche non siciliani, che nei tempi passati hanno raccontato ai nipoti una parte della loro esistenza che prende vita con questo libro e ci trasporta in momenti lontani della loro giovinezza greve di passioni, confronti, delusioni e sogni da vivere.
“Mia nonna si chiamava Elvira. Non era un nome molto comune in provincia di Catania ad inizio secolo, ma, siccome suo padre, il mio bisnonno Giuseppe, era un commerciante, aveva una conceria, e spesso girava l'Italia, alle figlie femmine, che erano cinque, diede dei nomi particolari che lui aveva conosciuto nei suoi viaggi di lavoro. Non parlava molto mia nonna, da piccoli dicevamo che la nonna era una nobile, lo dicevamo per il suo atteggiamento molto riservato e, soprattutto, riflessivo. Proveniva da una famiglia agiata. Aveva solo quindici anni quando si innamorò di un ragazzetto, poco più grande di lei, che lavorava, come garzone, nell’azienda di suo padre…” Un matrimonio avventuroso di Mariella Di Mauro

domenica 20 dicembre 2020

Un duca da scegliere (titolo originale: Her favorite duke)

SEGNALAZIONE Autore: Jess Michaels Traduttore: Isabella Nanni Editore: The Passionate Pen LLC Genere: Romance storico Prezzo ebook: € 3,99 – disponibile in Kindle Unlimited Prezzo cartaceo: € 13,99 Data pubblicazione: 5 gennaio 2021 Serie: Il Club del 1797 Link di acquisto Amazon: https://www.amazon.it/dp/B08PVYZPH7/
Trama/Sinossi Inghilterra, 1810. Simon Greene, Duca di Crestwood, da anni è ossessionato da Margaret Rylon. C'è solo una cosa che li divide: il suo fidanzato, che è anche il suo migliore amico. Simon cerca disperatamente di non distruggere tutto cedendo ai suoi desideri, ma quando Meg e Simon rimangono intrappolati da soli di notte durante un temporale, lo scandalo che ne risulta non solo porta alla rottura del fidanzamento di Meg, ma costringe Simon a chiederne la mano al posto del suo amico. Margaret è dispiaciuta di aver ferito la sua famiglia e il suo fidanzato, ma tutto quello che ha sempre voluto è Simon. E diventa ancora più determinata ad avere una vita felice insieme a lui quando si arrendono a passioni rimaste a lungo sopite. Ma anche se Simon le dà il suo corpo, non le concede il suo cuore. È schiacciato dal senso di colpa per aver tradito il suo amico e ha paura di ciò che il legame con Meg può svelare. Ma se Simon non impara in fretta a combattere per lei, potrebbero perdere entrambi la possibilità di essere felici. Lunghezza: Romanzo in versione integrale (70.000 parole) Grado di sensualità: altissimo Questo è il secondo libro della serie Il Club del 1797.
Biografia autore Jess Michaels è un’autrice bestseller di USA Today. Sebbene abbia iniziato come autrice tradizionale pubblicata da Avon/HarperCollins, Pocket, Hachette e Samhain Publishing, e anche da Mondadori in Italia nella collana “I Romanzi Extra Passion”, nel 2015 è passata al self publishing e non si è mai guardata indietro! Ha la fortuna di essere sposata con la persona che ammira di più al mondo e di vivere nel cuore di Dallas. Quando non controlla ossessivamente quanti passi ha fatto su Fitbit, o quando non prova tutti i nuovi gusti di yogurt greco, scrive romanzi d’amore storici con eroi super sexy ed eroine irriverenti che fanno di tutto per ottenere quello che vogliono senza stare ad aspettare. Il suo turbamento, originato durante la festa quando aveva visto Simon e Graham insieme - il futuro che le era stato imposto e quello che non avrebbe mai avuto - aveva causato molti problemi, per di più all’unica persona al mondo a cui non avrebbe mai voluto fare del male. Nel buio si voltò lentamente verso di lui. «Simon?» sussurrò. Nessuna risposta. Aveva il viso leggermente girato, quindi Meg non poteva dire se avesse gli occhi aperti o chiusi. «Simon?» ripeté, questa volta con meno sicurezza. «Che c’è?» rispose lui, con voce tesa. «Mi… mi spiace di aver rovinato la giornata» disse lentamente. «Mi spiace di aver causato tutti questi problemi scappando dalla festa.» Lui non disse niente, ma si mosse un po’ e rilassò leggermente le spalle. Meg lo prese per l’incoraggiamento che non le aveva dato ad alta voce e continuò. «Sento di dovermi spiegare» confidò con un sospiro. Il buio, l’intimità di essere a letto insieme, tutto contribuiva a dare l’impressione che potesse dire senza timore quello che aveva in cuore. Non tutto, ovviamente. Ma in parte. Se Simon avesse capito, forse sarebbe stato più facile, in qualche modo. «Io… io non voglio sposare lui.»

martedì 8 dicembre 2020

IL SOGNORE DI NOTTE di Gustavo Vitali

SEGNALAZIONE
Venezia, 16 aprile 1605. Viene rinvenuto nella sua modesta dimora il cadavere di un nobile caduto in miseria, primo delitto di un giallo fitto fitto che ha come sfondo la Venezia alle soglie del Barocco. Sul luogo si precipita il protagonista del racconto, Francesco Barbarigo. Come “Il Signore di Notte”, dà il titolo al racconto e richiama espressamente la magistratura incaricata dell’ordine pubblico, sei giudici e insieme capi della polizia. Si tratta di una persona realmente vissuta ai tempi così come i principali personaggi della storia che, al contrario, è di pura invenzione. Questo particolare ha comportato un copioso lavoro di ricerca come documentato nella bibliografia del libro. È solo il primo dei delitti che affiorano in una trama intensa ed intrigante. Sono coinvolte le figure più varie, da quelle di primo piano, a quelle defilate nei contorni. L’autore apre così un’ampia carrellata su aristocratici ricconi e quelli che vivacchiano malamente, mercanti, usurai, bari, prostitute e altri. Nella vicenda tutti recitano i rispettivi ruoli e la contestualizzano in quella società veneziana che si era appena lasciata alle spalle un secolo di splendore per infilarsi in un lento declino. Compaiono anche personaggi sgradevoli, come i “bravi”, perché il tempo del declino è anche il loro, accomunati agli sgherri da una violenza sordida e sopraffattrice. Sempre nell’ottica di addentrare il libro nella sua epoca, ecco l’aggiunta di brevi divagazioni su curiosità, usi e costumi, aneddoti, fatti e fatterelli. Costituiscono un bagaglio di informazioni sulla storia della Serenissima, senza interrompere la narrazione e senza che gli attori si defilino da questa. Un discorso a parte merita la figura del protagonista. Se qualcuno spera nello stereotipo dell’eroe positivo, resterà deluso. Il Barbarigo è un uomo contorto che affronta le indagini con una superficialità pari solo alla sua spocchia. Vorrebbe passare come chi sa il fatto suo, spargere sicurezza, ma nel suo intimo covano ansie e antichi dolori. Non sa come cavarsi dagli impicci, cambia idea e umore da un momento all’altro, insegue ipotesi stravaganti e indaga su persone del tutto estranee al delitto. Il linguaggio è spiccio, crudo, spesso beffardo e dissacratorio, mette in ridicolo difetti e difettucci del protagonista e insieme quelli della società del tempo. Sull’onda dell’improvvisazione e di una acclarata incapacità non si fa mancare nulla, nemmeno una relazione disinvolta, o quella che lui vorrebbe tale, con una dama tanto bella, quanto indecifrabile. Non capisce nulla neppure di questo strambo amore che gli causa presto nuovi turbamenti. Cosicché nelle indagini, come pure nel letto, finisce con il collezionare una serie di disfatte clamorose fino a quando in suo aiuto accorre un capitano delle guardie che ha tutta l’esperienza e l’astuzia che mancano al magistrato. Tuttavia i due dovranno faticare ancora un bel pezzo per scrivere la parola fine a tutto il giallo che nel frattempo si è infittito di colpi di scena, agguati e delitti, compresi quelli che riemergono dal passato. Il finale sarà inaspettato e sorprendente.

venerdì 13 novembre 2020

SEGNALAZIONE BIKER di Elizabeth J. Parker

Genere: Romance Romanzo autoconclusivo in volume unico «Sei un tatuaggio impresso sulla mia pelle, Hope. Fai parte di me e non ti lascerò mai più andare.» «Travers, non farmi del male. Con te si corre il rischio di soffrire, e non voglio. Dammi solo il tuo amore.»
Hope è una liceale come le altre, frequenta un circolo esclusivo, party d’elite e amici dell’alta borghesia. Una notte, mentre si trova a una delle solite feste, si scatena una rissa. Costretta a scappare, Hope ha un incidente con la macchina. Sta per morire, ma prima che l’auto esploda, viene salvata da Travers, uno dei delinquenti motociclisti che si erano imbucati alla festa. Bellissimo, tatuato, prepotente, occhi verdi e magnetici. Travers è una tentazione per lei, ragazza di buona famiglia. Da quella notte, Hope comincia a pensarlo e non riesce più a toglierselo dalla testa. Travers è amante delle donne e delle risse, fa corse in moto, è spericolato. Non è il ragazzo che fa per lei, ma Hope ne è sempre più conquistata, visto che lui la corteggia di continuo. Tra di loro si intromette Indigo, il capo del gruppo dei motociclisti, che vuole portargliela via, geloso del loro rapporto speciale. Alla fine Hope cede, e si lascia andare a una passione che non aveva mai provato prima, vivendo con Travers un amore passionale e travagliato. Un Romance piccante, un’intensa storia d’amore oltre i limiti imposti, una passione senza regole.
BIKER (stralcio) «Hai paura di me?» Travers si volta a osservarmi, con i suoi occhi verdi che scintillano. La pioggia, intanto, continua a cadere attorno a noi, tintinna sulle foglie della campagna e mi fa rabbrividire. «Sì, a volte» sussurro, piano. Si china su di me, bacia il mio orecchio con le sue labbra morbide e carnose. «Fai bene ad averne, Hope… io sono pericoloso, soprattutto per una come te. Mi piacciono le sfide, e tu rappresenti una sfida, per me.» «Perché sono ancora vergine, immagino.» Mi sfogo, senza sapere neppure io perché mi senta improvvisamente eccitata. Travers è sensuale, mi osserva come se mi volesse spogliare. E capisco che è anche quello che voglio io. Aspetto che faccia qualcosa, ma non si decide. «Toccami» lo imploro. Lui sorride. «Ma come, non sei una brava ragazza?...» «Con te no, non lo sono.» Le sue mani mi stringono forte, mi tira a sé, e non riesco a fare a meno che ricambiare il suo bacio, quando le labbra di Travers si impossessano delle mie. È un bacio passionale, di possesso. Mi stringe con autorità, per farmi capire che sono sua, e di nessun altro. «Baciami ancora» lo supplico. «Piccola Hope» ride. «Sul serio ti piace essere baciata da un delinquente come me?...» Lo spingo via, gli dico che non lo sopporto, ma è tutto inutile. Sa già che sono pazza di lui. «Ti sei innamorata di me» Travers mi tocca il labbro con il pollice. La mia bocca è arrossata dai suoi baci, da quello che mi ha fatto. Mi ha mostrato la sua prepotenza, la sua sensualità… e io mi sono abbandonata a lui. Perché non posso fare altro. Lo desidero da morire.

sabato 7 novembre 2020

“Il carisma del duca”, romance regency di Jess Michaels

SEGNALAZIONE link https://www.amazon.it/dp/B08L78V9L5/
Autore: Jess Michaels Traduttore: Isabella Nanni Editore: The Passionate Pen LLC Genere: Romance storico Prezzo ebook: € 3,99 – disponibile in Kindle Unlimited Prezzo cartaceo: € 13,99 Data pubblicazione: 2 novembre 2020 Serie: Il Club del 1797 SINOSSI Inghilterra, 1810. Il carismatico e impetuoso Duca di Abernathe, James Rylon, è il tipo di amico che chiunque vorrebbe avere. Ha persino fondato il Club del 1797, composto da dieci uomini tutti destinati a diventare duchi. Ma ha dichiarato apertamente che non si sposerà mai e nessuno capisce perché. Ma alla signorina Emma Liston non importa sapere perché. Zitella da troppo tempo, con un padre assente che può far scoppiare uno scandalo da un momento all’altro, ha bisogno di sposarsi. Adesso. Decide quindi di correre un rischio folle e di chiedere aiuto al fratello della sua amica Meg, James. Gli chiede di fingere di essere interessato a lei quel tanto che basta per attirare l’attenzione di altri gentiluomini. James accetta, ma si accorge con sua grande sorpresa che fingere di corteggiare Emma gli risulta molto facile... Quando il padre di Emma ritorna, minacciando di condannarla a un futuro terribile, il loro corteggiamento diventa ben presto fin troppo reale. James rivelerà mai la vera natura dell’uomo che nasconde sotto la sua corazza esterna? Ed Emma riuscirà a scoprire il proprio valore prima che sia troppo tardi? Lunghezza: Romanzo in versione integrale (70.000 parole) Grado di sensualità: bollente
ESTRATTO «Sono una zitella schiva, faccio sempre da tappezzeria» gli disse, allontanando la mano dalla sua e desiderando di non sentirne ancora il calore. «Non c’è altra ragione se non quella che impedisce a molte donne come me di sposarsi. Mia madre insiste che devo sposarmi, ovviamente, per migliorare la nostra posizione. Mi spinge costantemente a farlo. Ma non basta agitare la mano per far cadere gli uomini ai miei piedi.» Il duca scosse lentamente la testa. «Che cosa buffa. Io sto cercando di evitare una trappola matrimoniale e voi desiderate finirci dentro.» «Sì» confermò lei, poi si coprì il viso. «Dio, mi sento così sciocca.» «Perché?» chiese lui con una risata. Emma abbassò le mani e lo fissò. «Veramente? Voi mi fate questa domanda?» La sua giovialità svanì alla sua domanda precisa. «Mi dispiace se sono stato superficiale» disse, con un’espressione di sincero rammarico. «Avete aiutato mia sorella, avete aiutato me. C’è un modo in cui io possa aiutare voi?» «Fingere di corteggiarmi per rendermi attraente per un altro uomo?» gli rispose, poi scosse la testa ridendo. «No, milord. Non c’è niente che possiate fare, anche se vi ringrazio per il pensiero.»
AUTORE Jess Michaels è un’autrice bestseller di USA Today. Sebbene abbia iniziato come autrice tradizionale pubblicata da Avon/HarperCollins, Pocket, Hachette e Samhain Publishing, e anche da Mondadori in Italia nella collana “I Romanzi Extra Passion”, nel 2015 è passata al self publishing e non si è mai guardata indietro! Ha la fortuna di essere sposata con la persona che ammira di più al mondo e di vivere nel cuore di Dallas. Quando non controlla ossessivamente quanti passi ha fatto su Fitbit, o quando non prova tutti i nuovi gusti di yogurt greco, scrive romanzi d’amore storici con eroi super sexy ed eroine irriverenti che fanno di tutto per ottenere quello che vogliono senza stare ad aspettare.

lunedì 5 ottobre 2020

Abbiamo avuto il piacere di incontrare per un’intervista Giuseppe Marino o, come tutti lo chiamano, Alosha. E’ un mimo, lui ama definirsi un “danzastorie” che con i suoi gesti, apparentemente semplici ma studiati, interpreta tradizioni, sentimenti, suoni e realtà. Dietro il danzatore, però, si cela un filosofo. Alosha come nasce questo suo modo di danzare? Tutto il mio fare nasce dall’amore verso la mia terra, da questa spinta emozionale che mi porta alla ricerca di nuovi linguaggi. E’ proprio in questo bisogno di esternare cheognuno adotta il proprio linguaggio che può essere poetico, pittorico, musicale: io danzo. Ho alle spalle un percorso di studio coreutico che mi ha permesso di esprimermi con il corpo sia come insegnante con chi vuole imparare che come artista verso il pubblico. Per molti anni ho studiato e lavorato fuori dalla Sicilia. Tredici anni fa, alla nascita di mia figlia, ho deciso che doveva vedere la luce nella nostra terra e da allora risiedo qui. Come nasce questo tuo metodo che si basa, prevalentemente, sulla gestualità? Per me il gesto rappresenta l’esaltazione della parola, anche se, per noi siciliani, il gesto, la mimica facciale, rappresentano un linguaggio unico al mondo. Naturalmente c’è stata e c’è ancora da fare una lunga ricerca. Hai sempre danzato? All’inizio ero un insegnante di educazione fisica a scuola, poi la mia passione ha preso il sopravvento e ne ho fatto il mio scopo di vita. Il forte sentimento verso la mia terra mi ha portato a scandagliare le nostre origini e a studiare tutto quello che ci è stato trasmesso nei secoli, sia dal punto di vista linguistico, che artistico, letterario e, soprattutto, religioso, anche da quelli che ci hanno conquistati senza mai sottomettere la nostra cultura e la tradizione religiosa, anche se abbiamo preso a piene mani i miti greci: Colapesce, Aretusa, Aci e Galatea… Cosa ami della nostra sicilianità? Amo soprattutto il popolo che caloroso scende in piazza, da sempre le feste popolari, quelle che ci caratterizzano, vedono il popolo esultante. Poi parte importante per me sono i poeti popolari che hanno contribuito ad una crescita civica anche se spesso hanno messo in evidenza le magagne del potere e quindi hanno dato fastidio. Il personaggio che ami di più? Sicuramente Ignazio Buttitta, colui che amava definirsi il poeta popolare, di Bagheria e che trova sempre ampio spazio nei miei spettacoli. Lui con una semplice frase esprimeva il vero significato dell’essere siciliano: “l’uomo aviri u cori comun a chiazza e a menti comu lu cielu” dove la piazza indica l’accoglienza e il cielo l’apertura mentale. Lui portava la cultura dove non c’era o non c’erano i mezzi per poterla realizzare, quindi girava per piazze e borghi, anche quei luoghi intrecciati con la mafia, e portava la sua poesia al popolo siciliano che si è sempre ribellato all’ingiustizia, a Garibaldi, all’unità d’Italia che abbiamo subito. Secondo te, qual è la caratteristica della nostra isola? Contrariamente a ciò che si afferma di solito, con film o affermazioni che storpiano la nostra natura, la Sicilia è “fimmina”, questa è una bella caratteristica. Tutti sappiamo la forza che solo una donna o madre può avere sulla società, anche il vulcano Etna per noi è “Fimmina”, a Muntagna! Io nei miei spettacoli, con i Cunti, i canti popolari che di generazione in generazione hanno tramandato la verità storica del momento, lo metto in evidenza. L’antico Cuntu cercava ti trasmettere e tramandare la storia. Io cerco di perpetrare questa tradizione perchè ha in se una forza ritmica ( il battere ) che lasciava e lascia nella mente una forte traccia oltre la scrittura. Il personaggio acese che ami? Sono, da sempre, affascinato da Lionardo Vigo, un acese che è stato sempre presentato sotto un aspetto solamente intellettuale ma che avrebbe bisogno di una contestualizzazione più vicina al popolo visto che lui ha reso viva una pietra, la pietra su cui sorge questa città che si affaccia verso l’oriente ed è baciata dal sole e dal mare. I suoi versi, secondo me, dovrebbero essere avvicinati a tutti gli acesi. Alla sua “Raccolta di canti popolari siciliani”, opera che si trova presso la biblioteca Zelantea, attingono tanti cantautori provenienti da diverse parti della Sicilia per testi popolari che poi esportano in tutto il mondo dove si sente l’anima del nostro popolo. Oppure scaricano il pdf prodotto in Inghilterra, ad Oxford. Da acese sono orgoglioso di questo tesoro e penso debba essere portato al popolo. Perché la gente lo riconosce con il nome Alosha. Alosha è un nome che proviene dallo Sanscrito e vuol dire “cuore divino”. Questo nome mi è stato dato dal mio maestro spirituale, Michael Barnett, tanto tempo fa e mi è rimasto come nome di danzatore. Come vivi questo momento post covid come artista? Questo, per l’artista, è un momento critico e umiliante perché ad ora, l’arte e tutti coloro che per una vita si sono spesi per portarla avanti, non sono assolutamente tutelati. Questo mi rattrista perché oltre al mio dramma personale o di quello di tutti gli altri artisti di qualunque genere, vedo vanificare tutti i messaggi che nel tempo ho dato soprattutto alle fasce giovanili e cioè incoraggiarli ad esprimere quello che avevano dentro: in questo momento vedo vani i miei pensieri. Cosa ha portato la danza a rendere Alosha un uomo dal pensiero profondo? La curiosità di scoprire e capire qualsiasi cosa ci circonda, dalle cose più eccelse a quelle che riteniamo più umili. La vita deve essere ascolto e ascolto umile. Io mi interesso della vita e non solo di quello che faccio. Impegni futuri? Porto ancora in giro “Il danzatore di Sicilia” che sottolinea tutta la storia letteraria della nostra terra. Inizio con Sciascia, Bufalino e Buttitta. In scena tre sedie, di colore diverse, per rappresentare i tre grandi autori siciliani. Grande protagonista l’aspetto religioso parte integrante della sicilianità. Altro lavoro, che in questo momento che continuo a portare in scena, è “'Nzichitanza , titolo che frettolosamente, in italiano, possiamo tradurre con “continuamente” ma che io adoro per il ritmo che produce sia come fonetica che come pensiero. Sto lavorando per mettere in scena uno spettacolo su Lionardo Vigo dal titolo “Pietra violata” perché Acireale con la sua pietra si incastra in un contesto nero mentre le altre città siciliane si caratterizzano per il bianco abbacinante degli stucchi in pietra arenaria. Secondo me, Acireale, negli ultimi anni, ha subito la violenza dell’ignoranza per la non consapevolezza della pietra a cui noi siamo legati e che invece dovrebbe essere esaltata organizzando un viaggio nel centro storico con lo sguardo all’in su per ammirare la bellezza del barocco che spesse volte è in mano all’incurie e alla decadenza: basterebbe, anche, illuminare ogni balcone per evidenziarlo e indurre al rispetto chi guarda Mariella Di Mauro