sabato 21 settembre 2019

giovedì 19 settembre 2019

Rassegna Cristalli di Emozioni

Gabriella Leone
Il 5, 6 e 7 settembre, presso Palazzo Cantarella di Aci Sant'Antonio, l'ormai tradizionale rassegna di danza "Cristalli di Emozioni". Il Festival, come ormai da diversi anni, è stato organizzato da "Nuova Prospettiva Danza" a cura della maestra Gabriella Leone. Sponsor, oltre il comune di Aci Sant'Antonio, le "Acli" del territorio. La manifestazione, nelle tre serate, ha accolto diverse scuole di ballo e, i rispettivi ballerini, si sono esibiti nelle loro danze con i rispettivi costumi coreografici. Inoltre, la rassegna, per ogni serata, ha avuto ospiti d'onore che toccavano diversi aspetti della cultura. Nell'ultima serata era presente il sindaco della città Orazio Caruso. Soddisfatto il pubblico la rassegna ha dato appuntamento per l'anno prossimo.

lunedì 16 settembre 2019

Zafferana Etnea

Domenica 22 settembre nella sala consiliare di Zafferana sarà presentato Hotel Trinacria. Dialogherà con l'autrice il dott. Arturo Bizzarro console onorario di Grecia. Letture a cura del dott. Antonio Grasso.

martedì 10 settembre 2019

Bar Europa

Nuova location per Hotel Trinacria, stasera ospiti del sig. Di Mauro al bar Europa di Acireale. Hanno relazionato Gabriella Puleo e Santo Di Mauro.

lunedì 9 settembre 2019

premio per la scrittura

CRISTALLI DI EMOZIONI Una bella esperienza quella vissuta sabato 7 settembre ad Aci Sant'Antonio alla serata "Cristalli di Emozioni", la rassegna di danza che ormai ha alle spalle diversi anni di esperienza.
Quest'anno, l'ideatrice,la maestra Gabriella Leone, ha voluto omaggiarmi di un premio come scrittore.Il premio mi è stato consegnato dal sindaco di Aci Sant'Antonio Santo Caruso. Grata ringrazio.

venerdì 6 settembre 2019

Una ragazza incantevole (titolo originale: Bewitching) di Jill Barnett Traduttore: Isabella Nanni Editore: Babelcube Genere: Romance regency Prezzo ebook: € 4,63, al momento in offerta al -25% su Amazon Prezzo cartaceo: non è al momento prevista l’edizione cartacea Data pubblicazione: luglio 2019 Serie: Magia Regency #1 Inghilterra, 1813. Che cosa può mai fare un duca quando la promessa sposa che aveva accuratamente selezionato lo abbandona piuttosto che sposarsi senza amore? Per salvare il suo orgoglio non gli rimane che sposare la prima donna che gli cade tra le braccia. Joyous Fiona MacQuarrie ha stregato il Duca di Belmore appena è apparsa dal nulla e lo ha steso… letteralmente. Quando l’orgoglio di Alec lo porta a sposarla, la giovane sconvolge la vita di questo serissimo e altezzoso duca inglese. Joy è una strega scozzese che non sempre riesce a controllare i suoi poteri magici. Ben presto la vita di Alec piomba nello scompiglio. Questa bellissima ragazza incanta chiunque gli stia intorno, accende la sua passione quando la bacia, ma rischia di causare uno scandalo mai visto con i suoi poteri magici. Stregati dalla passione, questi due cuori solitari sono i classici opposti che si attraggono in una storia irresistibilmente divertente e tenera. Questo libro è la traduzione integrale di “Bewitching”, precedentemente pubblicato da Mondadori in forma sensibilmente ridotta con il titolo “Joy la strega”. Se avete amato Joy e Alec, adorerete la traduzione integrale del testo originale e la apprezzerete a maggior ragione se vi fosse sfuggita la precedente edizione. link di acquisto https://www.amazon.it/Una-ragazza-incantevole-Jill-Barnett-ebook/dp/B07VNN6YPF/ref=asap_bc?ie=UTF8
Definita “la maestra dei romanzi dell’amore e della risata”, Jill Barnett è un’autrice di fama internazionale con oltre 8 milioni di copie cartacee vendute ed è stata spesso al vertice delle classifiche dei best seller del New York Times, USA Today, The Washington Post, e Publishers Weekly. Con l’avvento dell’era digitale Jill Barnett è stata numero 1 con i suoi 18 libri nella classifica dei titoli a pagamento più venduti su Amazon e ha venduto oltre un milione di copie digitali. In Italia alcuni suoi libri sono stati pubblicati da Mondadori.
Estratto Addolcì lo sguardo e la fissò in volto, osservandole a lungo la bocca, in silenzio. Le massaggiò le braccia e poi con un dito le inclinò il mento e la guardò dritto negli occhi. “Sposatemi.” Joy lo fissò per un minuto eterno, incapace di pensare, incapace di muoversi o parlare. Si disse che stava dando i numeri. Non poteva aver detto una cosa del genere. “Sposatemi,” disse di nuovo il duca. “Oh ...” Si mise una mano sulla bocca e fece un passo indietro. Lo aveva detto. Lo aveva detto davvero. Era morta ed era andata nel paradiso delle streghe. Con poco più del suo pollice e indice, le tirò il mento in avanti e la baciò ancora e ancora e ancora, sempre molto gentilmente. “Sposami,” le sussurrò contro la bocca. “Sposami.” “Non posso.” Ma la sua bocca traditrice cercò quella del duca. “Certo che puoi. Sei maggiorenne.” Le passò di nuovo le labbra sulle sue, sfiorandole appena la bocca. “No, voglio dire che posso, ma non posso.” Le erano appena uscite le parole di bocca quando la baciò, a lungo e profondamente, una carezza umida e languida che le fece scordare come si faceva a pensare. Le avvicinò le labbra all’orecchio. “Sarai una duchessa.” “No...” La zittì con un altro bacio, tirandola tutta contro di sé. Poi la bocca del duca lasciò la sua… “Non posso.” …e si spostò al suo orecchio. “Sposami, Joyous MacQuarrie.” “Ummmmmm.” Le sfiorò l’orecchio con la lingua facendola rabbrividire. “Non vi conosco.” Voleva guardarlo in viso e cercò di tirarsi indietro. Cominciò a baciarle il collo. “Col matrimonio risolveremo questo dettaglio. Fidati di me.” “Ma l’amore?” Si fermò vicino alla sua spalla. “Sei innamorata di qualcuno?” “No.” “Allora non c’è niente che possa fermarci.” “Ma ci siamo appena incontrati, e solo per caso.” “Si fanno in continuazione matrimoni combinati tra persone che non si sono mai incontrate.” “Ma voi siete il Duca di Belmore.” “Lo so,” le sussurrò all’orecchio ormai umido. “E tu sei scozzese.” “Ma… ma…” “Non ti piacerebbe essere una duchessa?” La sua voce profonda era così dolce, così tranquilla. Joy era ormai persa nei sogni evocati dalle sue parole. “La mia duchessa.” Lei non disse una parola. Le labbra del duca la coprivano di baci leggeri come farfalle. “Mmh?” La bocca del duca le sfiorò la tempia. “Non ti piacerebbe?” “Non ne sono sicura… Be’, voglio dire, sì… cioè, no.” “Sei senza argomenti.” La baciò ancora. Joy sospirò. “Sposami, Scozzesina.” “Sono una strega.” “La maggior parte delle donne lo diventa prima o poi.” “No. Voi non capite. Io sono una vera strega.” “E io posso essere un vero bastardo. Ci abitueremo l’uno all’altra. Non m’interessa cosa pensi di essere. Voglio che tu mi sposi.” “Non possiamo sposarci.” “Sì che possiamo. Adesso. Oggi.” “Adesso?” “Sì, adesso.” Le venne da ridere. “Non ci si può sposare come se nulla fosse.” “Sono il duca di Belmore. Farò tutto ciò che voglio,” disse con tale convinzione che Joy ne rimase sbalordita. La guardò, con il volto rilassato e occhi imperscrutabili. “Nessuno metterà in discussione il matrimonio, perché io sono il Duca di Belmore.” Non poteva dargli torto. Un duca faceva come voleva. “Vivrai a Belmore Park.” Le accarezzò la mascella con i pollici. “Ma…” “Avrai tutto ciò che vuoi.” “Ma…” “Ti piacerebbe, vero?” “Be’, sì, ma va tutto troppo in fretta.” Col dito le percorse dolcemente la linea della mascella. Le posò le labbra sulle sue e sussurrò, “Sposami, Scozzesina.” Le si chiusero gli occhi. Avrebbe fatto quasi qualsiasi cosa per sentirlo chiamarla di nuovo in quel modo. La baciò di nuovo. Dopo alcuni momenti lunghi e teneri, si ritrasse. “Come ho detto, sei senza argomenti.”

Pallino ci riprova II Parte

Un pomeriggio, certo attirato dai miagolii, in cima al tetto si affacciò un cane, era molto grosso e cominciò ad abbaiare –Vattene via, - gli gridò - se ti prendo ti faccio a pezzettini!- e abbaiava, abbaiava: Palli dal terrore si nascose sotto una trave. Poi sentì la voce di un uomo che con insistenza lo chiamò _ Tano, Tano, subito qui, corri! - e il cane, alla fine, andò via. Miciopalli uscì dal nascondiglio, era terrorizzato e ricominciò il suo pianto disperato. Il cane lo sentiva dal suo cortile e abbaiava continuamente: fu una notte movimentata, Tano abbaiava, il suo padrone lo riprendeva e Pallino piangeva. Fino a quando, nelle mattinate, il cane riuscì a liberarsi dal collare e corse verso la casa diroccata. A questo punto Giulio il padrone di Tano, accorgendosi della fuga gli corre dietro e tra l’abbaiare del suo cane e il rauco miagolare del gatto si rende conto dell’accaduto, così leva il ferro nella porta della casa semidistrutta e poco dopo il gatto trova la via di fuga e scappa. Erano le 6,20 del mattino quando Marta nel sonno sente muoversi le tegole, un tonfo e poi Pallino miagolare dietro la porta. In men che non si dica gli apre e Pallino entra: entrambi non credevano ai loro occhi, la mamma lo dava perduto. Pallino non pensava di riuscire più a sentirsi al sicuro nella sua casetta con la sua mamma. Era sfinito, senza voce, con le zampette che gli facevano male da morire, affamato e senza un filo di pancia per il digiuno: però era felice! Per molti giorni dormiva e mangiava e, in più, si faceva lisciare dalla sua mamma, senza fare storie: quanto lo aveva desiderato! Si era felice, anche stavolta era andata bene, tanta paura ma con un lieto fine!